Sette opere di Misericordia (1607)


Del periodo napoletano di Caravaggio, si tratta di una pala d’altare di grandi dimensioni (3,90 m x 2,60) commissionata all’artista dagli amministratori del Pio Monte della Misericordia per la chiesa della congregazione, dove tuttora si trova. Il soggetto si ispira alle sette opere di Misericordia ed è la prima volta  che un pittore osa rappresentare i sette atti di virtù descritti nel Vangelo di san Matteo, non separatamente ma tutti insieme. Si tratta di un’opera di grande realismo, ambientata in un vicolo napoletano. Una donna del popolo allatta un vecchio che si sporge da una cella: “dar da mangiare agli affamati”. Un gentiluomo sguaina la spada per dividere a metà il suo mantello con un mendicante nudo. Un oste offre da bere a un assetato che come Sansone si serve di una mascella di asino. Un altro accoglie dei pellegrini esausti, nei loro ampi  mantelli da viaggiatori, mentre l’opera di carità “seppellire i defunti” è resa con l’immagine dei piedi di un cadavere su cui si poggia un raggio di luce.

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio

(Caravaggio 1571- Porto Ercole 1610)


Formatosi tra Milano e Venezia e attivo a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia fra il 1593 e il 1610, è uno dei più importanti pittori italiani di tutti i tempi. I suoi dipinti, che combinano un'analisi dello stato umano, con uno scenografico uso della luce, hanno avuto forte influenza sulla pittura barocca. Di indole inquieta, nella sua breve esistenza affrontò gravi vicissitudini: il 28 maggio 1606, uccise un uomo durante una rissa e fu condannato a morte. Da questo momento dovette sempre fuggire per scampare alla pena capitale. Il suo stile influenzò direttamente o indirettamente la pittura dei secoli successivi, costituendo la corrente del caravaggismo.

La rivoluzione pittorica di Caravaggio sta nel naturalismo, espresso nei soggetti e nelle atmosfere in cui la capacità di dare a un corpo una forma tridimensionale è evidenziata dalla particolare illuminazione che teatralmente sottolinea i volumi dei corpi che escono improvvisamente dal buio della scena. Per la realizzazione dei suoi dipinti, Caravaggio nel suo studio posizionava lanterne in posti specifici per far sì che i modelli fossero illuminati solo in parte, a "luce radente". Con questo artificio, Caravaggio fa emergere da uno sfondo scuro solo specifiche porzioni della scena dipinta, che acquistano in tal modo un rilievo quasi scultoreo. Nell'opera del pittore sono evidenti dunque forti contrasti di luci e ombre ed è la luce a plasmare  le figure e a determinare ambienti e situazioni.