Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.


Il rispetto... è la cosa più bella che ha inventato la Costituzione! 
Prima c’era solo la tolleranza, che consente di accettare le altre, gli altri, ma le/li pone ad un livello inferiore: Noi cattolici abbiamo la verità, però tolleriamo i musulmani anche se non ce l’hanno. Noi eterosessuali tolleriamo gli omosessuali, però noi siamo sani, loro sono malati o comunque immondi. 
Il rispetto elimina i piedistalli e mette tutti sullo stesso piano. Ibrahim, il vostro compagno di scuola, è uno di voi non perché gli fate la carità o lo tollerate, ma perché è uguale a voi... La civiltà è rispettare i diritti di tutte, tutti... in particolare quelli inviolabili, come la vita, la salute, la pace…
Però… C’è un però! L’articolo 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo. E la donna? È andata a fare la spesa? Sta stirando le mutande? o lavando i piatti? Teniamo gli occhi bene aperti: la stessa Costituzione commette un’ingiustizia! La donna andrebbe risarcita per tante vessazioni, compresa la “dimenticanza” della Costituzione, che comunque sicuramente ricomprende nella parola “uomo” anche la donna, tanto che nell’articolo 3 sancisce esplicitamente l’uguaglianza fra donna e uomo. Però la questione sarebbe inequivocabilmente risolta sostituendo il vocabolo “uomo” dell’artico 2 con “persona”, che rende uguali tutti gli esseri umani anche nel linguaggio.