Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Se Dio o la natura, a suo tempo, mi avessero convocato per chiedermi: “Ehi, immondizia, vuoi avere una vita? Ha fasi atroci e celestiali, exploit e catastrofi! Insomma, vuoi nascere o no?”.

Io avrei risposto sì senza esitazioni! E voi?

Con tutte le tragedie e le menzogne, in fondo, è una possibilità! Un dono che abbiamo ricevuto!

Se avessimo optato per il no, non lo avremmo nemmeno saputo. Ora almeno siamo consapevoli di essere! Non è poco!

A volte scruto l’infinito, le galassie, eventuali altri mondi, lontani nello spazio e nella luce, con indigeni a forma di quadrato, con il corpo ma senza intelligenza, con le orecchie ma senza occhi. Eppure l’universo nella sua immensità non può osservarci, non può pensarci. Noi, minuscoli e fugaci mostriciattoli, invece, possiamo addirittura contemplarlo!

Non è un’enorme ricchezza?

Anche perché non possiamo pretendere una seconda occasione! La vita è una! Se c’è! Poi il nulla! Salvo quella eterna, per chi ci crede.

Oh, ragazze, ragazzi, lo terrei stretto il nostro misero organismo, non lo baratterei con nessun tesoro! Piuttosto mi occuperei di lui, mi sforzerei di essere felice!

Siamo noi il centro! Anche lo Stato se n’è accorto e si è assunto un compito: rimuovere gli ostacoli che impediscono il nostro pieno sviluppo, cioè la nostra felicità! Ognuno di noi ha il diritto alla felicità, come quello alla libertà, all’uguaglianza, al lavoro!

Sarei bugiardo se vi dicessi che la Repubblica svolge bene il suo incarico, però non dovremmo fare le vittime, accettare supinamente la realtà, anzi dovremmo rimboccarci le maniche e cancellare le macchie.

La prima che mi viene in mente è il numero chiuso per frequentare l’università. È in netto contrato con l’articolo 3! Dobbiamo “rimuoverlo”! Gli strumenti legali ci sono! Sono sicuro che ce la possiamo fare!

E tu, Repubblica, dacci una mano, è tuo dovere! Se vogliamo un giorno divertirci a tagliare reni e polmoni, col bisturi ovviamente, non puoi metterci i bastoni fra le mani, le  radiografie e gli aghi per ricucire! Anzi! Se ci “blocchi lo sviluppo”, ci neghi un diritto inviolabile!