Au rendez vous des  amis

La tela rappresenta uno dei più noti ritratti di gruppo e condensa in uno spazio limitato, alcune tra le menti più geniali del periodo, con qualche incursione storica precedente.

Su uno sfondo montano fatto di rocce bianche e di cielo nero, si staglia un folto gruppo di figure numerate: Ernst  ci offre di sé e dei suoi amici un monumento che parla con i gesti dei sordomuti. Lui stesso con Renè Crevel si raffigura in prima fila sulle ginocchia di Dostoevskj. Compaiono poi De Chirico, Aragon, Desnos, Elouard e Breton e anche Raffaello Sanzio in uno spazio costruito in costante riferimento alle regole della composizione classica, prontamente reinterpretate alla maniera surrealista.





Max Ernst

(BrÜhl 1891- Parigi 1976)

Dopo aver frequentato i corsi di filosofia, psichiatria e storia dell’arte, venne a contatto con il movimento de Il Cavaliere azzurro, cominciando a realizzare opere che risentivano del clima espressionista. L’amicizia con Hans Arp, la scoperta di De Chirico, la conoscenza di Freud  e della psicoanalisi contribuirono alla definizione del suo particolare dadaismo. Nella tecnica del collage Ernst trovò lo strumento più adeguato a formalizzare  quella nota di straniamento e sospensione metafisica che già allora era alla base della sua arte. Dal 1922 si trasferì definitivamente a Parigi e anche attraverso il perfezionamento delle tecniche del frottage e della decalcomania, arrivò alla realizzazione di opere di grande suggestione evocativa e allucinazioni di stampo surrealista.