I tirannicidi

Il gruppo scultoreo esposto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è una copia romana del II secolo d.C. delle statue realizzate dagli scultori greci Crizio e Nesiote nel 477 a.C. e collocate nell’agorà di Atene per rimpiazzare un analogo gruppo scultoreo che era stato trafugato dai Persiani nell’occupazione di Atene del 480 a.C. Le sculture più antiche sono andate perdute, ma sono pervenute fino a giorni nostri diverse copie di età ellenistica e romana tra cui, appunto, quella conservata a Napoli. La scultura rappresenta Armodio e Aristogitone, due cittadini ateniesi che, nel 513 o 514 a.C., cospirarono contro la tirannia, assassinando Ipparco, uno dei figli del tiranno Pisistrato, succeduti al padre dopo la sua morte. I due cospiratori furono uccisi delle guardie di Ippia, fratello di Ipparco, senza riuscire a rovesciare la tirannia (cosa che avverrà solo alcuni anni più tardi), ma furono ricordati da allora come martiri della lotta per la democrazia. Secondo quanto racconta Tucidide, la scintilla che fece scattare l’azione dei tirannicidi fu il tentativo di Ipparco di giacere con Armodio, giovane amante di Aristogitone. Nella Grecia antica, le relazioni tra un uomo adulto e il suo giovane amante erano governate da severe convezioni, che il comportamento di Ipparco violava in maniera inaccettabile. Lungi dall’essere un semplice pettegolezzo, dunque, la testimonianza di Tucidide metteva in risalto il comportamento empio del tiranno.


Nell’opera esposta a Napoli i due eroi sono ritratti nel momento dell’assalto al tiranno: entrambi brandiscono due spade, e Aristogitone, rappresentato con la barba ad indicare l’età più matura, porta una clamide sulla spalla sinistra, simbolo di comando militare. La testa di Aristogitone, in realtà, non è originale, in quanto andata perduta e sostituita da una testa del IV secolo d.C. Il gruppo scultoreo fu ritrovato a Villa Adriana e giunse a Napoli nel 1790 con i marmi della Collezione Farnese.

Crizio e Nesiote

Scultori della Grecia antica, attivi ad Atene nella prima metà del V secolo a.C. Forse fratelli, i due scultori collaborarono a molte opere. Sull’acropoli di Atene sono state ritrovate numerose basi di statue recanti le loro firme.