Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La felicità è un diritto non un optional!

E lo Stato deve garantirlo! Non solo a parole, però! Almeno deve assicurarci un arco vitale autonomo e soddisfacente, quindi felice!

E se se ne frega? Un recente studio interdisciplinare di psicologia, sociologia e antropologia, sostiene che una metà del nostro quoziente di felicità dipende da noi. Non è poco! Allora, invece di piangerci addosso, lamentarci, essere pessimisti, potremmo sforzarci di essere felici!

Come? Innanzitutto individuerei cosa mi sta veramente a cuore e predisporrei le mie ore, finanche i secondi, con una scala di priorità. Se mi seccasse fare sport, lo abolirei, ma, se mi piacesse, lo farei a mille! Se una mi stesse antipatica, non la frequenterei; se invece mi fosse simpatica, rinuncerei a qualcosa per incontrarla! Preferirei amicizie autentiche, coinvolgenti, con cui non avere nessun bisogno di fingere. Assaporerei ogni bagliore della giornata con intensità, senza avere la testa altrove. Non parlerei a ruota libera, ma imparerei ad ascoltare.

Un altro segreto potrebbe essere recuperare il fascino delle piccole cose. Per me non c’è una grande cosa più grande di una piccola cosa!

E cercherei di essere pragmatico! Il sabato mi andrei a sballare! Senza farmi del male, eh! Se però non fosse ipotizzabile, mi godrei la passeggiata lungo il marciapiede con amiche ed amici o una serata in casa, a sorseggiare la famiglia, la sua delicata indulgenza… starei lì, senza fretta, solo per quello.

Occorrerebbe dare un senso alla nostra vita. Io sono felice perché la mia ce l’ha: quello di essere un buon padre per mio figlio Luca, che ha vent’anni e potrebbe avere ancora l’esigenza di confrontarsi con un interlocutore sincero e disinteressato, mai invadente; quello di continuare a peregrinare mano nella mano con mia moglie Maria, nonostante il “litigarello”; quello di inseguire giovani, adolescenti, bambine e bambini, magari raggiungerle/i, accompagnarle/i; quello di meditare, leggere, scrivere, denunciare, agire, lottare per la comunità, per i deboli; e poi quello di amare, ridere, scherzare, ballare… anche senza musica!