Articolo 13

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
E' punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'Autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'Autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.


Io appartengo a “quelli che la panchina”. Per molti ha un significato negativo, per me è un luogo di partenza non di arrivo; serve per fermarsi un attimo a riposare, riflettere, discutere, per poi tornare a camminare, correre, volare... liberi!

La libertà è così vasta... infinita!

Vorrei aiutarvi, care ragazze e cari ragazzi, non ad accumulare soldi per comprare quello che desiderate, ma perché una notte possiate cantare a squarciagola sotto la pioggia, senza avere una parte di voi che vi frena... e anche togliervi la camicia... ma i pantaloni no!... E’ vietato dalla legge e anche dalla morale, dall’educazione...  o chissà, un giorno potrebbe anche non essere più proibito.

Sì, non fatevi aggrovigliare, come me, dai tanti doveri inventati per tagliare le ali al bene. Dovremmo abbracciarne il minimo, in modo da lasciare libera la libertà... Quella genuina non fa male a nessuno! È affrescata di noi non di io, è ricamata di intenti positivi, di voglie innocenti, neanche annusa gli effluvi dell’egocentrismo, del narcisismo.

La libertà stimola ad aprire l’uscio, per sé e gli altri… proietta all’esterno... non chiude nel corpo, negli abiti, nella casa… lacera la tana dell’io verso il noi, induce a partire direttamente dal noi e relegare in una segreta l’io, il me, il .

Oh ragazzi, se pensassimo tutti con le porte aperte!