Le tre età


Il dipinto è uno dei più noti di Gustav Klimt ed uno dei pochissimi presenti in Italia. Opera della piena maturità artistica, fu presentata nel 1911 all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma, dove vinse la Medaglia d’oro e fu acquistata dallo Stato Italiano. Assai evocativo nelle immagini, il quadro raffigura le tre età della donna, simboleggiate dai corpi nudi di una bambina, di una giovane donna e di una vecchia. Su uno sfondo piatto, composto da motivi puramente ornamentali, si staglia la figura di una madre, con gli chiusi e la testa inclinata, mentre abbraccia teneramente la figlia che dorme sul suo seno. A questa immagine idealizzata si contrappone la rappresentazione cruda e realistica del corpo della donna anziana, posta di profilo. La figura incarna la terza età e nasconde il volto con la mano in segno di disperazione. Il dipinto stabilisce un confronto immediato e violento tra la freschezza della pelle della giovane e quella avvizzita della donna anziana. Proprio per contrapposizione a quest’ultima, la giovane madre, frontale, si presenta come un’immagine sacra: il suo corpo chiaro sprigiona una luce radiosa. Lo sfondo del dipinto, decorato con motivi ornamentali di piccole dimensioni, ricorda la tecnica del mosaico, molto utilizzata dagli artisti delle secessione. Predominano le tonalità accese, mentre l’inserimento dell’oro porta la scena al di fuori della realtà, in un contesto tutto astratto, in un’atmosfera sacra e fantastica.

Gustav Klimt

(Vienna 1862- 1918)


Figlio di un orafo e incisore, si forma alla Scuola di Arti e Mestieri di Vienna. Nel 1897 è tra i fondatori dell’associazione denominata Secessione Viennese, di cui diviene capofila, partecipa alla progettazione del Palazzo della Secessione e  alla redazione della rivista “Ver sacrum”. A un gusto Art Nouveau per la decorazione, Klimt unisce l’interesse per una rappresentazione fortemente simbolica, con richiami anche ai preraffaelliti e alla pittura di Gustav Moreau. In seguito, si dedica nei suoi dipinti ad approfondire le possibilità espressive del colore.