Creazione di Adamo


Nella fascia centrale della volta della Cappella Sistina, Michelangelo rappresenta nove storie tratte dal libro della Genesi; l’ordine di lettura voluto dall’artista va a ritroso nel tempo, dalle scene della creazione sino alle storie di Noè, dal quale discende la stirpe ebraica. Fulcro visivo della narrazione è, però, la creazione di Adamo, scena universalmente nota, emblema stesso di quella classicità perfetta propria ella cultura rinascimentale. Il gigantesco corpo del primo uomo, mollemente abbandonato, sembra scuotersi e acquistare coscienza sotto i nostri occhi grazie allo spirito divino, origine di ogni forma di vita. La straordinaria invenzione degli indici protesi  è metafora dell’energia vitale che passa dal Creatore, la cui figura è animata da una forza vigorosa e inarrestabile, alla creatura.

Michelangelo Buonarroti

(Caprese, Arezzo 1475- Roma 1564)


Il giovane Michelangelo viene avviato a studi umanistici, me ben presto manifesta straordinarie inclinazioni artistiche che gli fanno preferire l’apprendistato presso la bottega del pittore Domenico Ghirlandaio. A Firenze si inserisce nel circolo di intellettuali raccolto intorno a Lorenzo de’ Medici dove, tra l’altro, ha l’opportunità di studiare la statuaria antica delle collezioni del principe. Nel 1494 Michelangelo lascia Firenze per trasferirsi prima a Bologna e poi a Roma, dove lavora per il pontefice Giulio II che nel 1508 gli commissiona la decorazione della volta della Cappella Sistina in Vaticano. Nel III decennio lavora ancora a Firenze alla chiesa di San Lorenzo, mentre dal 1534 ritorna a Roma, dove dal 1536 sarà impegnato nella realizzazione del Giudizio Universale sempre nella Cappella Sistina.