Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Cosa significa? Che possiamo dire la nostra, ragazze e ragazzi! Non dobbiamo permettere che altri agiscano per noi. Occorre essere preparati, informati, coinvolti, in casa, nel condominio, a scuola, nella comitiva, nel quartiere... questo vuole la Costituzione!

Se le cose non funzionano, un po’ è anche colpa del nostro disinteresse per il bene comune, che spesso è rassegnazione, omertà, complicità.

Ad un amico che si è rifugiato nella sua torre eburnea... una famiglia serena, un’attività decorosa, una casa ospitale... avevo detto: “Non basta!”.

L’altro giorno guardavo le foglie che ingiallivano il mio cuore e l’autunno mi sembrava perfino bello, quando mi sono sentito urlare alle spalle:

-Eccola la legalità! - Era lui! - Che vai a fare nelle scuole, a insegnare come si scippano le vecchiette? Mia madre è all’ospedale col femore rotto. L’hanno trascinata per terra, con un motorino, per strapparle la borsa!

Il mio umore non era alle stelle e ha prevalso il cinismo: ho gridato anch’io:

-E tu non c’entri nulla, tu? Stai alla finestra come se la strada non fosse anche tua! Devi scendere dal calduccio dei tuoi termosifoni, anche tua madre, i tuoi figli! Se non ce la puliamo noi, nessuno se ne occuperà! Buscheremo calci e pugni, ma sarà nostra, come la casa, e linda e gradevole!

Il vento gli ha sbattuto in faccia le foglie morte, ma lui è vivo. Da allora offre le braccia, anzi incalza.

Basterebbe un’ora al giorno, un pomeriggio alla settimana, per la politica!

E senza giudicare, ma prendendoci per mano, camminando uniti. Soprattutto voi, ragazze e ragazzi, che avete l’energia per trasformare la società. Il mutamento non dipende dagli altri, ma da ognuno di noi. Abbiamo il diritto-dovere di costruire il nostro presente, prim’ancora del nostro futuro.