OGGETTI DA TOELETTA

(SALA DELLE DONNE -MUSEO PRIMO PIANO)

A Calatia alcune tombe femminili, databili tra la fine dell’VIII e l’inizio del VI sec. a.C., hanno restituito raffinati contenitori di profumi ed unguenti (aryballoi e alabastra). Gli antichi facevano un uso del profumo ben diverso dal nostro. Mentre al giorno d’oggi il profumo è relegato principalmente al mondo della vanità, nella società antica, invece, per le sue molteplici sfumature simboliche, era utilizzato in ambiti diversi, sia quello domestico, funerario e sacro, sia a fini cosmetici, igienici, terapeutici o cultuali. Il materiale esposto vuole illustrare l’evoluzione formale e decorativa degli unguentari rinvenuti nelle tombe femminili tra la fine dell’VIII sec. agli inizi del VI sec. a.C.; possiamo riconoscere esemplari di provenienza corinzia, rodia ed etrusca, nonché prodotti nelle colonie greche della costa campana Pithecusa (Ischia) e Cuma. Tra le essenze preferite nell’antichità vi erano sicuramente quelle di rosa e iris; è probabile che le diverse forme e decorazioni dei contenitori fossero indicative del contenuto. Accanto ai portaprofumi, un set da toletta femminile doveva essere certamente composto da specchi, monili, cofanetti portagioie e portatrucco (le cosiddette pissidi).