Art. 31


La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.





ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE


Per l'attuazione di questo primo comma si sono susseguite nel tempo diverse disposizioni di legge, tendenzialmente volte ad attribuire alla famiglia o ad uno dei genitori contributi economici a sostegno della genitorialità, di regola sino a che i figli non raggiungono una certa età. Sulla stessa scia si pongono anche le disposizioni che attribuiscono i congedi parentali (di maternità o paternità) nonchè quelle che agevolano il reingresso dei genitori nel mondo del lavoro. Una particolare attenzione viene dedicata dal costituente alle famiglie numerose, ciò che non significa misure per agevolare l'incremento demografico ma per sostenerle socialmente.

A livello di legge ordinaria i due profili più importanti di tutela della maternità sono quelli che riguardano l'aborto e la procreazione medicalmente assistita. Il primo è stato introdotto dalla l. 22 maggio 1978, n. 194 mentre la seconda dalla l. 19 febbraio 2004, n. 40. Entrambe le leggi sono state accompagnate da forti critiche. Infine, un aspetto importante della tutela della maternità è quello che deriva dall'esistenza dei servizi sociali e dalla loro funzione di sostegno della procreazione e della maternità.

Il tema della tutela dell'infanzia è particolarmente sentito sia nel nostro ordinamento sia a livello comunitario ed internazionale. Oltre che nella norma in esame, la Costituzione lo tratta nell'art. 34, in relazione al diritto allo studio. Di recente, importante appare la l. 8 febbraio 2006, n. 54 che, garantendo il diritto alla bigenitorialità, affronta il tema dalla prospettiva dei minori. In ordine al diritto comunitario, l'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea elenca una serie di diritti attribuiti al minore. Infine, di importanza non minore è la Convenzione sui diritti del fanciullo, adottata a New York dall'ONU il 20 novembre 1989.

Oltre agli istituti già enunciati, particolare importanza assumono a questi scopi quelli dell'adozione e dell'affido temporaneo, disciplinati dalla l. 4 maggio 1983, n. 184. Con il primo si tende a garantire una famiglia ai minori che ne sono privi mentre con il secondo si vuole sopperire alle difficoltà momentanee del nucleo famigliare, ferma restando la tendenza, primaria, a reinserirvi il minore.