ORFANI IN CERTOSA

Il monumento certosino fu dal 1923 al 1960 provvidenziale luogo di accoglienza per circa 1000 orfani di guerra. A scrivere questa nobile pagina della Certosa di San Lorenzo furono soprattutto le figure indimenticabili di Padre Giovanni Semeria e di padre Giovanni Minozzi, i due sacerdoti ai quali si deve la fondazione dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, e quindi dell’Orfanatrofio della Certosa di Padula e di tantissimi altri. Non a caso per entrambi è in corso la causa diocesana di beatificazione. Ai tanti disperati orfani di guerra che in circa 40 anni di attività trovarono asilo nel monumento certosino, fu garantito un tetto, la sopravvivenza e soprattutto l’istruzione: tutto ciò cambiò le sorti della loro vita. L’orfanatrofio, con soli 3 anni d’interruzione (nel periodo della II Guerra Mondiale, dal 1943 al ’46), portò avanti con successo le sue attività di formazione, anche attraverso la scuola di avviamento agrario e la scuola di specializzazione industriale.


Foto orfani ospitati in Certosa, custodita presso il museo dei ricordi, cella N.6

Un esercito di bambini in posa per una foto di gruppo. Era il 29 giugno del 1948 e quei bimbi erano orfani di guerra. Piccoli indifesi che in un periodo difficile della storia Italiana trovarono conforto nella Certosa di Padula, dove fu scattata questa foto in bianco e nero. Insieme a loro sacerdoti e suore che portarono avanti con amore l’Orfanatrofio . Il monumento certosino dal 1923 al 1960 fu luogo di accoglienza per circa mille orfani di guerra. Tra di loro anche una bambina che, una volta diventata grande, ha indossato gli abiti da suora, Madre Cecilia Ferri, deceduta nel terremoto dell’agosto 2016 ad Amatrice. E’ stata una delle sette vittime del crollo dell’Istituto Femminile dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno. In 40 anni di attività l’Orfanotrofio di Padula riuscì a garantire ai suoi piccoli ospiti, rimasti senza un familiare, un tetto, la sopravvivenza e soprattutto l’istruzione.