Le Costituzioni di Melfi

Nel 1231 l’imperatore Federico II emanò nel Regno di Sicilia le Costituzioni di MelfiI (Liber Constitutionum Regni Siciliae o Liber Augustalis), un codice legislativo ispirato alla tradizione romanistica e normanna, frutto della consulenza di celebri giuristi del tempo, come Pier delle Vigne. L’imperatore concepì il suo potere come il supremo ordinamento, al vertice di una gerarchia cui tutte le entità politiche presenti nei suoi domini dovevano sottostare: principi, signori, governi e cittadini. Tutte le funzioni giuridiche e amministrative sono esercitate dal re per mezzo di un’organizzazione burocratica centrale, posta alle sue dipendenze.

Il codice è diviso in tre libri (255 titoli): il primo riguarda il diritto pubblico (109 titoli); il secondo, la procedura giudiziaria (52 titoli); il terzo, diritto feudale, privato e penale (94 titoli).

Le Costituzioni di Melfi rappresentano con lungimiranza e modernità l’embrione di una vera e propria costituzione che descrive la struttura dello Stato e il suo funzionamento.