Federico II

Nel 1885 Caggiano fu scelto dal re Umberto per l'esecuzione di una delle otto statue di sovrani da collocare nelle nicchie della facciata della reggia napoletana. A lui toccò quella di Federico II. Il modello di ciascuna statua avrebbe dovuto essere pronto per il 28 febbraio 1886, e il lavoro ultimato per il 30 aprile dell’anno successivo. In realtà i tempi di si dilatarono e Caggiano terminò la sua opera ai primi di settembre 1887. Le statue furono inaugurate nel giugno dell’anno successivo. La scultura di Federico II, per il suo impianto di maniera, ebbe un'accoglienza non del tutto favorevole.

Emanuele Caggiano

(Benevento 1837-  Napoli 1905)

Trasferitosi a Napoli nel 1851, studiò con Tito Angelini; nel  1862 fu a Firenze, dove fu allievo di Giovanni Durpè . L'incontro con lo scultore toscano ebbe grande importanza per il Caggiano, in quanto sulla scia del maestro egli mirò a conciliare classicismo accademico e naturalismo, pervenendo, attraverso la resa del sentimento, a un efficace accordo in Pane e lavoro, la sua opera più significativa, eseguita nello stesso 1862. Dal 1879 è stato titolare della Cattedra di scultura nell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Fu maestro di Vincenzo Gemito.