Francesco De Mura  ( Napoli 1696 – 1782)

e Vincenzo Re (Parma 1695 – Napoli 1762)

Allegoria delle Virtù di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia entro prospettive architettoniche

Tecnica mista, affresco e olio su intonaco


La decorazione della volta a padiglione della prima Anticamera rientra nel ciclo decorativo degli appartamenti reali eseguito tra il 1737 e il 1738 per le nozze di Carlo e Maria Amalia di Borbone, ad opera di pittori napoletani di grande fama, tra i quali Francesco Solimena, Domenico Antonio Vaccaro, Nicola Maria Rossi e de Mura.


La composizione inserisce la grande scena centrale al di sopra di un illusionistico impianto architettonico dipinto, che dilata la spazialità dell'ambiente in quanto vertiginosamente inquadrato dal basso, realizzato da Vincenzo Re, scenografo di Corte e del Teatro San Carlo, specializzatosi in simili interventi decorativi presso le principali residenze reali; nella Reggia di Portici si conserva di lui la spettacolare decorazione dello scalone d'onore.


Al centro dei quattro lati della balaustra, il De Mura dipinse quattro incorniciature a cartiglio con  Allegorie delle quattro parti del Mondo, in monocromo su fondo dorato.


La scena al centro della volta ad incannucciata fu dipinta con tecnica ad olio su intonaco, più rapida ad asciugare rispetto all'affresco, visti i ristretti tempi di consegna dell'opera. Il De Mura ideò una composizione che si espande illusionisticamente sulla quadratura, in cui sono rappresentati, al centro, gli stemmi dei Borbone e della Sassonia retti dai Geni Reali e posizionati sotto la corona, alludendo alle nozze reali. Sul lato sinistro, le Allegorie delle Virtù di Carlo (Fortezza, Giustizia, Clemenza o Pace, Magnanimità) e sul lato destro le Allegorie con le Virtù di Maria Amalia (Fedeltà, Grandezza o Valore, Prudenza, Bellezza); in basso, Imeneo che scaccia il Furore e la Malignità.


I bozzetti preparatori delle decorazioni del De Mura furono inviati in Spagna ai genitori di re Carlo  (Filippo V di Borbone ed Elisabetta Farnese) e sono conservati a Madrid presso i palazzi di El Pardo e La Granja.

Francesco De Mura

( Napoli 1696 – 1782)

Dopo aver frequentato la bottega di Domenico Viola, a partire dal 1708 entrò a far parte dello studio di Francesco Solimena, dove rimase fino al 1730. Dal 1741 al 1743 soggiornò a Torino dove ebbe modo di conoscere il pittore Corrado Giaquinto e l'architetto Benedetto Alfieri.

Tornato a Napoli, fu accolto da un vasto consenso anche presso la Corte. Con la sua tecnica cromatica influenzò il Settecento artistico napoletano. Alla sua morte lasciò tutte le opere e i bozzetti in suo possesso alla storica istituzione di carità del Pio Monte della Misericordia di Napoli.


Vincenzo Re

(Parma 1695 – Napoli 1762)

Vincenzo Re fu scenografo di Corte e del Teatro San Carlo. Si specializzò nel dipingere quadrature prospettiche presso le principali residenze reali; nella Reggia di Portici si conserva una sua spettacolare decorazione dello scalone d'onore.