Manifattura napoletana

Trono (1850)


La Sala del Trono ha subito, nel corso dei secoli, numerosi cambiamenti in relazione all’avvicendarsi delle case regnanti. E' dominata dal grande baldacchino settecentesco del regno di Carlo di Borbone (1734 - 1759).


Il trono, in legno intagliato e dorato, risale alla tarda età borbonica (1850) e  presenta elementi di stile Impero che rimandano all’artigianato della Restaurazione. In particolare i leoni sottobraccioli di effetto scultoreo e le rosette classicheggianti compaiono nel trono di Napoleone I, disegnato da  Charles Percier e Pierre-François Fontaine, e ancora nel trono di Versailles, oggi al Victoria and Albert Museum di Londra.

Il coronamento con l’aquila e lo stemma sabaudo è stato invece realizzato dopo il 1860.


L'aquila, nell'Inventario di Palazzo Reale del 1874, risulta attribuita allo scultore in legno Ottajano. Dovrebbe trattarsi di Luigi Ottajano, uno degli artigiani della culla del Principe di Napoli, disegnata da Domenico Morelli nel 1869 per la nascita di Vittorio Emanuele e donata dalla Città di Napoli alla regina Margherita.


Comparsa in Italia per la prima volta nel 1256, l’arma sabauda presenta una croce di argento, emblema dei crociati inglesi. Pietro II, infatti, prese parte alla crociata con il re Arrigo III di Inghilterra in quell'anno. Sul trono, lo stemma è accollato all’aquila col volo abbassato e non spiegato, che deve considerarsi insegna della contea di Moriana, antichissimo dominio dei Savoia. Fu Tommaso I, conte di Savoia che la usò come insegna di vittoria nel 1217.