L’Unità d’Italia

Nel febbraio 1861 venne convocato il primo Parlamento dell’Italia unita. Il 17 marzo 1861 l’assemblea proclamò Vittorio Emanuele “re d’Italia per grazia di Dio e volontà della nazione”.

All’indomani dell’unificazione, il nuovo Stato italiano appariva come un’unione poggiata su basi incerte, minate anche dalle profonde differenze culturali ed economiche esistenti tra le varie popolazioni. Era evidente la necessità di costruire un’identità comune. Il nuovo stato aveva l’urgenza di dotarsi di un sistema unico di amministrazione e ordine pubblico, di un sistema monetario e di un esercito nazionale.

Il problema più importante che si pose al paese dal punto di vista costituzionale fu il rapporto tra potere centrale e autonomie locali: ben presto si impose l’impronta accentratrice dell’ordinamento politico-amministrativo, vennero quindi unificati il sistema di pubblica sicurezza, i codici di procedura penale e civile, l’ordinamento giudiziario.