Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo,

sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la

sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili

di solidarietà politica, economica e sociale.

Articolo 119

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno

autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse

autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia

con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza

pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito

di tributi erariali riferibile al loro territorio.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di

destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni,

alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare

integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale,

per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio

dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio

delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi

speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio

patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello

Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di

investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.



I bambini africani non hanno nemmeno l’acqua da bere... i loro volti commuovono... dovremmo metterci nei loro panni, nella loro pelle, nel cuore... e smetterla con il consumismo esasperato: nostro peggiore nemico! Entriamo in un negozio per spendere 10 euro e ne usciamo con 100 in meno! Tutte cose pleonastiche! Potremmo comprare solo l’essenziale e col risparmio aiutare i paesi poveri! Perché dovremmo avere più di loro? Perché l’immigrato fa la fame e noi sciupiamo il pane? Solo perché lui è nato nel Senegal e noi in Italia? Solo per un caso? Se non sperperiamo acqua, vivande, energia… anche lo Stato è più ricco e può finanziare programmi di sviluppo per l’Africa, l’Asia, il Sud America... 
Però l’elemosina non basta, occorre qualcosa di più! Siamo orgogliosi di aver sperimentato a Torre Annunziata una iniziativa che unisce carità, lotta agli sprechi, impegno civile: la raccolta serale delle eccedenze alimentari degli esercizi commerciali e la distribuzione ai bisognosi. Quando si fa buio volontarie e volontari si recano presso i negozi che aderiscono al progetto, ritirano i cibi avanzati, li trasportano nel punto d'incontro, li dispensano in cestini-cena agli indigenti intervenuti. C’è però un seguito! Si avviano percorsi di sensibilizzazione dei beneficiari affinché non si accontentino dell’assistenza, ma siano consapevoli e responsabili, diventando essi stessi soggetti attivi per il miglioramento delle loro condizioni e per l’attuazione della giustizia sociale. A tal fine collaborano nello sparecchiare, pulire, rimettere in ordine.