Articolo 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto

internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in

conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio

delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana,

ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica,

secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.


Sul molo scuro riverberava il sole appena nato; lo fissavo in attesa del vaporetto per Capri. Pochi passeggeri: qualche turista, lavoratori, extracomunitari ornati di cianfrusaglie da vendere in piazzetta. Riconoscevo, nei loro lineamenti bruni, i miei zii, che, quand’ero bambino, dalle stesse banchine partivano per l’America in cerca di occupazione.
Un tizio infastidì il nigeriano con la bancarella:
-	E non dimenticare che sei ospite! Noi ci limitiamo a tollerarti e devi dire grazie! 
-	Io invece non tollero nessuno, - rispose l’ ”ospite” - perché non pretendo di giudicare gli altri dall’alto della mia verità. Le idee sono tutte sullo stesso piano, così la pelle che ci ricopre, il rapporto con Dio o con il Big-Bang. Se tollero, dò per scontato di essere migliore di chi tollero.
Kaled è ingegnere e vende accendini in una terra ostile!
Ecco perché la mia casa ha la porta sempre aperta! 
Non siamo solo italiani ma anche europei e ancor più donne e uomini che dimorano insieme su un pianeta. 
L’immigrazione non è una grana altrui, ma incombenza fraterna di tutti. Per noi è addirittura più facile, da emigranti siamo diventati paese d’immigrati. Se non fossimo accoglienti, sessant’anni ci sarebbero serviti solo per passare da oppressi ad oppressori.
Siamo in tanti a credere che quello attuale non è l’unico mondo possibile!
Anche l’analisi della storia dimostra l’avanzamento della civiltà in tutti i campi; magari lento, diverso da luogo a luogo, con squilibri fra l’uno e l’altro, ma costante. 
La scienza è passata dalla ruota all’astronave. 
In economia gli operai stanno meglio di quelli d’inizio Novecento, costretti a lavorare quattordici, quindici ore al giorno, senza ferie, assistenza sanitaria, pensione. 
I magistrati infliggono pene più umane della crudele legge del taglione che alcuni popoli applicavano al ladro, mozzandogli la mano. 
È altrettanto vero che ad ere di progresso seguono epoche anche lunghe di regresso, ma secondo Gian Battista Vico il processo storico è comunque una spirale che sale: ogni periodo negativo è migliore del precedente, e così ogni periodo positivo. Che dietro questo disegno ci sia Dio o la natura è questione di fede. Ciò che è certo è l’incontestabilità dell’evoluzione, dei raggi del sole, della civiltà. 
Ognuno di noi può favorirla. Sì, renderla veloce come un ghepardo. Basta poco: impegnarci, secondo le nostre capacità, specificità, opportunità, per migliorare la qualità della vita materiale e spirituale per un numero di persone sempre più vasto, ovunque siano nate e ovunque abitino! 
Questa è la civiltà!