Art. 8

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano”

Art. 19

“Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”

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LA RELIGIONE


Ogni persona dovrebbe essere libera di poter professare la propria religione o di dichiarare il proprio "non credere". Purtroppo, in alcune parti del mondo questo diritto non è riconosciuto e le conseguenze, spesso, sono disastrose. I contrasti religiosi, le incomprensioni, infatti, possono generare massacri, guerre, stermini. La storia dell'umanità è costellata di eventi nefasti legati o scaturiti da una "sbagliata" visione dell'altro, sotto l'aspetto religioso. Oggi, la questione religiosa è più viva che mai perchè i flussi migratori portano un'ampia varietà di religioni tra le popolazioni ospitanti. E' possibile far convivere tante persone e tante religioni?  E' possibile che una religione non vada a ledere un'altra religione? Diamo una risposta riferendoci all'Italia.
L'articolo 19 della Costituzione Italiana tutela la libertà di professare la propria fede, quindi favorisce il dialogo tra religioni e, soprattutto, costruisce e promuove la Pace.
La Repubblica Italiana è laica, lo Stato garantisce a tutti, cittadini e stranieri, di professare la propria fede, qualunque essa sia, senza che una religione sia privilegiata rispetto alle altre. Non si può negare, però, che nel nostro ordinamento la religione cattolica abbia avuto ed abbia una posizione di rilievo rispetto alle altre. Questa posizione è da ricondurre alla cultura, alla tradizione nazionale, alla storia.
Dove esercitare la propria fede religiosa? Tutti possono disporre di luoghi destinati all'esercizio del culto: chiese, moschee, sinagoghe, [...]. Sul territorio Italiano esistono ancora delle disparità nel trattamento tra confessione cattolica e confessioni di minoranza per quanto riguarda la costruzione di edifici, ma la Costituzione garantisce la facoltà dei singoli e delle confessioni religiose di dare vita ad enti, ad associazioni aventi "carattere ecclesiastico" e "fine di religione o di culto". E' palese che nel nostro Paese le chiese sono numericamente superiori agli altri edifici di culto; questa differenza potrebbe essere motivata considerando che il Cristianesimo è presente sin dai tempi apostolici ed è la religione professata da più persone. Il Cristianesimo, proprio per queste pecularietà, ha maggiore visibilità anche in luoghi non legati al culto, attraverso la simbologia. Il simbolo più importante, da sempre, è il Crocifisso, basti ricordare il sogno dell'imperatore Costantino..."In hoc signo vinces". "Signo" che qualche anno fa è stato oggetto di accese discussioni:  "E' giusto che nelle aule scolastiche ci sia il Crocifisso?"; "Perché gli alunni devono essere condizionati dal Crocifisso?";
"Lo Stato Italiano è una Repubblica democratica laica e aconfessionale?".

Varie e motivate sono state le risposte ... Oggi, il Crocifisso è ancora qui, nelle nostre aule. I giudici della Grande Camera della Corte Europea per i diritti dell'uomo hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l'eventuale influenza sugli alunni dell'esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche. Il Crocifisso per ogni credente ha un valore che va oltre il "simbolo". Inoltre, esso è riconosciuto come simbolo della cultura occidentale e, come tale, è un simbolo di appartenenza. La religione, di sicuro, non dovrebbe essere motivo di divisione: ognuno dovrebbe vivere la propria fede liberamente e pacificamente, consapevole che Dio è il tronco e i credenti le foglie dello stesso albero.