IL FESTIVALIL_FESTIVAL.html
LE SCUOLELE_SCUOLE.html
I NUMERII_NUMERI.html
L’ASSOCIAZIONEASSOCIAZIONE.html
LO STAFFLo_staff.html
LE MAMMELE_MAMME.html
 
 

Incontrare l’arte, parlare di legalità

e scoprire fra i significati di un quadro, di una foto, di una scultura, gli spunti per interrogarci sul rapporto che abbiamo con le regole di convivenza civile e chiederci quanto siamo davvero dei bravi cittadini. Da ciò nasce l’idea di questa mostra-percorso, un semplice e ludico test di personalità, uno di quelli che ritroviamo sui giornali d’estate; solo un pretesto, un’occasione per porci delle domande e scoprire a proposito di mafie, giustizia, solidarietà, da che parte realmente stiamo. Un viaggio attraverso i diritti e le libertà fondamentali che vuole affascinare e al tempo stesso educare, raccordando i momenti dell’incontro, della conoscenza e della riflessione sull’opera d’arte, a quelli della scoperta dei valori etici e della legalità.


Incontrare l’arte, parlare di bellezza

e imparare a guardare il bello, per imparare a pensare e crescere liberi. Se insegnassimo ai bambini a scrivere poesie, se insegnassimo loro il piacere ancestrale di costruire immagini sporcandosi le mani di colore, se riuscissimo insieme a loro a creare “bellezza” e se riuscissimo a far battere i loro cuori al cospetto di un’opera d’arte, allora sì li aiuteremmo a guardare il mondo con occhi diversi! Forniremmo loro invincibili strumenti contro il senso di rassegnazione, che ci convince che le cose così sono e così devono andare; che la desolazione di certe nostre periferie, il caos dell’inquinamento visivo delle nostre città sono inevitabili; che la trasgressione, il disprezzo delle regole, la corruzione, le mafie ci sono e continueranno ad esserci. Tanto “fanno tutti così… e noi poi che ci possiamo fare?” E quindi come i ciechi di Bruegel, ci trasciniamo gli uni aggrappati agli altri nel precipizio dell’indifferenza, come ciechi in un mondo di ciechi.


Incontrare la bellezza, farsi incantare dalla legalità

e se un ragazzo sbaglia è sì colpa della famiglia, dell’ambiente in cui vive, è colpa delle cattive compagnie, ma forse è colpa anche di chi, spesso distante, non riesce ad usare  gli strumenti capaci di parlare in maniera diretta, rivolgendosi al cuore  prima che alla mente, usando le emozioni per contagiare quel perché che ci ha fatto innamorare delle cose che cerchiamo di insegnare.

Impariamo a ricercare con loro la bellezza della legalità, cerchiamola rispecchiandoci anche nella bellezza e nella complessità dell’arte; cerchiamola dentro di noi, oltre ciò che appare, in fondo al cuore, con gli occhi aperti per “dipingere” responsabilmente la nostra vita, in modo da farla diventare un’opera d’arte, un capolavoro.


Rosario D’Uonno

 

E tu da che pArte stai?

percorso interattivo tra Arter e Legalità a cura di Rosario D’Uonno e Marzia Figliolia

 
MOSTREMOSTRE_IT.html