
E tu… da che pArte stai? Da che parte stai? Una domanda semplice, ma non una domanda qualsiasi. È da questa domanda che nasce il test sul “quoziente di legalità”, ideato per accompagnare la mostra e coinvolgere direttamente i ragazzi. Attraverso una serie di domande a risposta chiusa, il test invita ciascun visitatore a confrontarsi con le opere esposte e, a partire da ciò che vede, a interrogarsi sulle proprie idee, sui propri comportamenti e sulle proprie scelte. Guerra, violenza, discriminazione, giustizia, mafie, diritti, rispetto e responsabilità diventano così occasioni per misurarsi con se stessi e con il proprio modo di guardare la realtà. Il test non vuole stabilire semplicemente chi è “legale” e chi non lo è. Vuole soprattutto far emergere un pensiero, provocare una riflessione, mettere in discussione certezze e abitudini e spingere ciascuno a chiedersi: io, in quella situazione, da che parte starei? È questo il cuore di “E tu… da che pArte stai?”, una mostra di arti visive ideata e realizzata in occasione della XVI edizione del Marano Ragazzi Spot Festival, allestita per la prima volta dal 4 al 10 novembre 2013 nel chiostro del Convento di Santa Maria degli Angeli, a Marano di Napoli. Il titolo contiene già il senso dell’intero progetto. “Da che pArte stai?” non è soltanto una domanda: è un invito a prendere posizione. E la parola Arte, racchiusa nel titolo, suggerisce lo strumento attraverso il quale farlo. La mostra esplora i legami che, nel corso della storia, l’arte ha costruito con i grandi temi della legalità, della giustizia, della pace, dei diritti, della libertà, della violenza e della discriminazione. Il percorso originario si sviluppa attraverso 36 opere, appartenenti a linguaggi ed epoche differenti: pittura, scultura, fotografia, street art e performance. Le opere, presentate attraverso riproduzioni su pannelli e accompagnate dalle principali informazioni storico-artistiche, diventano il punto di partenza di un itinerario nel quale l’osservazione si trasforma in riflessione e la riflessione in partecipazione. Occhi aperti «Può forse un cieco fare da guida ad un altro cieco? Non cadrebbero tutti e due in una buca?» Vangelo secondo Luca, 6,39 Nel 1568 Pieter Bruegel dipinge La parabola dei ciechi e la accompagna con un sottotitolo che conserva ancora oggi una straordinaria attualità: “Così va il mondo”. Una fila di uomini ciechi procede affidandosi l’uno all’altro. Il primo cade e gli altri, incapaci di vedere dove stanno andando, sembrano destinati a seguirlo. L’immagine diventa una potente metafora della facilità con cui possiamo rinunciare a guardare con i nostri occhi e a pensare con la nostra testa. Quante volte facciamo qualcosa semplicemente perché lo fanno gli altri? Quante volte seguiamo un comportamento, un’opinione, una moda o una scelta senza domandarci dove ci stia portando? Seguire gli altri senza esercitare il proprio giudizio può sembrare la strada più semplice. Significa lasciarsi trasportare dalla corrente e affidare ad altri la responsabilità delle proprie scelte. Ma una strada percorsa senza consapevolezza può condurci, senza che ce ne accorgiamo, verso un precipizio. La nostra vita, invece, è una responsabilità personale. La strada che percorriamo dobbiamo imparare a costruirla attraverso le nostre scelte e la capacità di distinguere ciò che riteniamo giusto da ciò che semplicemente “fanno tutti”. Questo non significa non ascoltare gli altri. Significa imparare a guardare, ascoltare, confrontarsi e scegliere, senza rinunciare alla propria libertà e alla propria responsabilità. È questo lo spirito che attraversa l’intera mostra: utilizzare l’arte per allenare lo sguardo, sviluppare il pensiero critico e interrogarsi sui comportamenti individuali e collettivi. Perché la legalità non è un concetto astratto. Si costruisce ogni giorno nei comportamenti, nelle relazioni e nelle decisioni, anche quelle apparentemente più piccole. L’arte diventa così uno specchio attraverso il quale guardare noi stessi e la società in cui viviamo, uno strumento per educare alla responsabilità e alla libertà di pensiero. E se lungo il percorso capita di sbagliare, di inciampare o di lasciarsi attirare dal luccichio di un’illusione, possiamo rialzarci, imparare dall’errore, aprire nuovamente gli occhi e riprendere il cammino. Aprire gli occhi significa scegliere di essere protagonisti della propria strada. E tu… da che pArte stai? Esposizioni Convento di Santa Maria degli Angeli, Marano di Napoli 4 – 10 novembre 2013 Museo di Capodimonte, Napoli 5 – 20 maggio 2014 Ideazione e realizzazione Rosario D’Uonno Marzia Figliolia


























