
L'INGANNO DELL'OCCHIO
La diciottesima edizione del Marano Ragazzi Spot Festival, il festival internazionale della pubblicità sociale realizzata dai ragazzi, propone con “Un altro sguardo” un percorso dedicato al rapporto tra comunicazione, percezione e capacità di guardare oltre ciò che appare. Al centro della proposta è “L’inganno dell’occhio”, un’esperienza che intreccia arte, percezione e immaginazione attraverso riproduzioni interattive di opere d’arte, giochi percettivi e suggestioni tratte dalla letteratura e dalla filosofia. La mostra invita i ragazzi a interrogarsi sul proprio modo di guardare: come osserviamo gli altri? Come interpretiamo ciò che vediamo? Quanto la nostra percezione è condizionata da pregiudizi, stereotipi ed etichette? L’obiettivo è imparare a superare la superficie delle cose, ad andare oltre le prime impressioni e a riconoscere nella diversità una ricchezza. Un esercizio dello sguardo che diventa anche un esercizio di conoscenza: guardare l’altro con maggiore attenzione significa, infatti, arrivare a scoprire qualcosa di nuovo anche dentro di noi. In continuità con le precedenti esperienze di collaborazione, il progetto vuole avvicinare i ragazzi al museo come spazio vivo di esperienza, scoperta e partecipazione. Non soltanto un luogo destinato alla conservazione e alla conoscenza delle opere, ma un ambiente capace di suscitare emozioni, meraviglia e stupore e, soprattutto, di contribuire alla formazione del pensiero e delle coscienze. Attraverso l’esperienza dell’arte e della percezione, il museo diventa così un luogo in cui riflettere sui valori della giustizia sociale, della solidarietà, del rispetto e della legalità. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo di Capodimonte, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e l’Associazione Libera.
Che cosa vedi adesso? Globi rossi, gialli, viola. Un momento! E adesso? Mio padre, mia madre e le mie sorelle. Sì! E adesso? Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili. Prova queste. Un campo di grano – una città. Molto bene! E adesso? Molte donne con occhi chiari e labbra aperte. Prova queste. Solo una coppa su un tavolo. Oh, capisco! Prova queste lenti! Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare. Bene, adesso! Pini, un lago, un cielo estivo. Così va meglio. E adesso? Un libro. Leggimene una pagina. Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina. Prova queste. Profondità d’aria. Eccellente! E adesso? Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo. Molto bene, faremo gli occhiali così. Edgar Lee Masters, Dippold l’ottico, in Antologia di Spoon River




























